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Il nuovo ambulatorio di Ortopedia a Zingonia

21/04/2021
Info per il pubblico

È stato attivato da poco in Habilita Istituto di Neuroriabilitazione ad Alta Complessità di Zingonia il nuovo ambulatorio di Ortopedia curato dalla Dr.ssa Laura Perico. La dottoressa Perico già collabora con Habilita nella Casa di Cura I Cedri di Fara Novarese, dove si occupa di chirurgia protesica di anca e ginocchio, utilizzando la procedura del “Rapid Recovery” che permette ai pazienti di tornare a casa dopo 3-4 giorni dopo l’intervento. Abbiamo incontrato la dottoressa Perico per avere da lei ulteriori informazioni relative al nuovo servizio presente a Zingonia e all’attività di chirurgia ortopedica con ricoveri rapidi di Fara Novarese.

 

“Tendenzialmente questo ambulatorio è rivolto agli adulti più che ai pazienti pediatrici, anche se visito con frequenza giovani pazienti con traumi in ambito sportivo. Tratto spesso la patologia della osteoartrosi, principalmente di anca e ginocchio. È possibile effettuare anche infiltrazioni di acido ialuronico e cortisone. Nel caso in cui mi trovi però di fronte ad una patologia avanzata che necessiti di intervento chirurgico cerco di non prescrivere cicli continui di infiltrazioni o terapie che, in questi casi, non sono utili alla risoluzione del problema. La visita che viene effettuata può essere propedeutica, in base alla gravità della patologia, ad un intervento chirurgico o, in alternativa, ad un trattamento conservativo come, ad esempio, le infiltrazioni, la fisioterapia o eventualmente le onde d’urto”.

 

Quali sono le patologie che riscontra più frequentemente tra i suoi pazienti e per le quali è importante sottoporsi ad un controllo specialistico?

 

“La gonartrosi, ovvero la malattia artrosica del ginocchio, le lesioni legamentose del ginocchio (legamenti crociati, lesioni meniscali) e, più in generale tutta la traumatologia del ginocchio. Mi capita spesso di visitare pazienti con problemi come l’artrosi delle anche. Altre patologie che incontro di frequente sono le varie tendiniti, le infiammazioni di particolari distretti, epicondiliti, tendinopatie del rotuleo ecc”.

 

Ha notato una tendenza a rimandare le visite specialistiche da parte dei pazienti durante il periodo di pandemia?

 

“A parte il primo lockdown risalente al marzo del 2020, non ho più riscontrato particolari timori da parte dei pazienti a venire in ambulatorio. Quando una persona ha un dolore viene a farsi visitare, a prescindere dal particolare periodo in cui ci troviamo. Certo, se possibile evitando di venire in ospedale, ma prediligendo spazi più contenuti e più controllabili”.

 

Lei, dottoressa, è presente anche in Habilita Casa di Cura I Cedri a Fara Novarese dove vengono effettuati gli interventi di chirurgia protesica. Di quali interventi si occupa, e quale aspetto particolare caratterizza l’attività di chirurgia protesica che si effettua in questa struttura?

 

“Io all’interno di Habilita Casa di Cura I Cedri di Fara Novarese mi occupo principalmente di chirurgia protesica di anca e ginocchio, sia protesi totale di anca e ginocchio che protesi monocompartimentali di ginocchio. Con i miei colleghi ortopedici, con gli anestesisti, i fisiatri, i fisioterapisti e il personale infermieristico svolgiamo un importante lavoro di èquipe improntato sul “Rapid Recovery”, ovvero impostare un processo che permetta al paziente di avere la possibilità di tornare a casa in pochi giorni in totale sicurezza e senza dolore. I tempi medi di ricovero oggi sono di circa 3-4 giorni, anche nei casi di pazienti che vengono operati ad entrambe le articolazioni. Siamo riusciti a creare un’importante sinergia d’équipe, anche nel decorso post-operatorio, che consente al paziente di non provare dolore, di recuperare in tempi brevi la funzionalità articolare e di tornare a casa velocemente in completa autonomia. Abbiamo approntato dei protocolli specifici sia in ambito farmacologico che anestesiologico e la possibilità di avere un supporto psicologico grazie ad un colloquio durante il pre-ricovero nel corso del quale al paziente viene spiegato tutto il percorso che deve affrontare: la persona arriva quindi preparata all’intervento ed è consapevole che la sua degenza sarà breve. Ricordo poi che la degenza su tempi lunghi è controproducente. Se il paziente che è ricoverato passa gran parte del tempo a letto, questo ne rallenta certamente il processo di recupero. Naturalmente abbiamo approntato un protocollo che preveda determinate accortezze anche in sala operatoria come quella di evitare perdite ematiche eccessive durante l’intervento. L’alta qualità delle performance che abbiamo raggiunto è merito del lavoro d’équipe tra medici, anestesisti, infermieri e terapisti”.