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Centro diagnosi e cura del dolore

16/04/2021
Info per il pubblico

È partito ad aprile in Habilita Poliambulatorio San Marco Bergamo il nuovo centro di diagnosi e cura del dolore acuto e cronico con il dottor Massimo Allegri. Un servizio nuovo che amplia ulteriormente l’offerta di Habilita nel suo centro di Piazza della Repubblica 10. Il dr. Allegri spiega in che cosa consiste la terapia del dolore: «L’obiettivo è quello di gestire il dolore della colonna e il dolore articolare. In molti confondono la terapia del dolore con le cure palliative: è importante comprendere invece che quello che viene proposto in questo ambulatorio è uno centro per la diagnosi del dolore acuto e cronico e il suo trattamento».

Quali sono le patologie più frequenti per le quali è consigliato questo trattamento?

«La maggior parte dei pazienti che necessitano di sottoporsi alla Terapia del dolore – spiega il Dr. Allegri – solitamente soffrono di dolore alla colonna (mal di schiena, dolore cervicale, lombosciatalgia, sciatalgia…) e dolori articolari. È importante ricordare che parliamo di quei dolori per cui non siano presenti delle soluzioni chirurgiche. Faccio un esempio: se è presente un dolore ad un ginocchio la prima cosa da fare è andare a farsi visitare da un ortopedico per capire se è il caso di farsi operare. Nel caso non fossero presenti le condizioni per un intervento, allora si parla della terapia del dolore. Per quanto riguarda il dolore della colonna vertebrale, all’inizio si fa una diagnosi e, in collaborazione con gli altri specialisti, si risolve il dolore, evitando, se possibile, un intervento chirurgico. Successivamente è comunque sempre necessaria la parte riabilitativa in modo da tornare al precedente benessere. Il terapista del dolore quindi ha il ruolo di capire da dove origina il dolore e poi risolverlo con terapie infiltrative mirate e personalizzate esattamente per le richieste della persona che soffre in modo che possa tornare alla sua qualità di vita precedente. La fisioterapia sarà poi fondamentale a mantenere e rafforzare il benessere della colonna ».

Lei per quale patologia consiglia questa terapia?

«Il mal di schiena è sicuramente quella più diffusa: chi ne soffre dovrebbe entrare in un percorso di diagnosi e cura multidisciplinare del dolore. Un percorso che in Habilita è possibile effettuare. Esistono poi altre patologie per le quali è utile affidarsi alla terapia del dolore: parlo del diabete con le neuropatie oppure le patologie artrosiche croniche generalizzate, in cui la terapia del dolore offre sicuramente un vantaggio molto importante, il dolore persistente dopo intervento chirurgico e, infine, la fibromialgia».

Anche alcuni pazienti reduci dal Covid possono avere dei benefici da questo trattamento?

«Il Covid è un capitolo importante legato alla terapia del dolore. Molto spesso i pazienti che ne escono hanno dei residui di fatica e dolore. In questi casi l’approccio tra fisioterapista, fisiatra e terapista del dolore permette di studiare un’efficace diagnosi e un trattamento specifico personalizzato».

Come si svolge il percorso all’interno dell’ambulatorio?

«Dopo aver effettuato una prima visita viene effettuata una diagnosi del dolore e poi si imposta un percorso composto da infiltrazioni/terapie interventistiche mini-invasive e da un ciclo riabilitativo. Naturalmente la terapia del dolore se non è personalizzata a seconda del singolo paziente non può avere alcuna efficacia. L’importanza della prima visita consiste nel determinare il percorso più veloce possibile per tornare al benessere precedente».

Come deve essere considerata dai pazienti questa terapia?

«Tenete presente che attualmente 1 domanda su 3 che vengono rivolte al medico di medicina generale legate all’assenza dal lavoro sono relative al mal di schiena.  La terapia del dolore non deve quindi essere vista come una cosiddetta “ultima spiaggia” per risolvere il problema, ma come primo strumento utile per garantire il benessere della colonna. Una persona che soffre di mal di schiena che gli impedisce di camminare o di lavorare, grazie a questo tipo di trattamento può tornare nella sua condizione precedente. Altro elemento da considerare è il dolore nello sportivo. In questi casi la terapia del dolore serve a gestire anche dal punto di vista farmacologico con infiltrazioni di primo e secondo livello il dolore in modo che si possa poi fare riabilitazione e tornare alle prestazioni precedenti».
A chi si rivolge questo servizio?

«Si tratta di un servizio rivolto a tutti: erroneamente si pensa che sia indicato soprattutto agli anziani. In realtà è vero che gli anziani soffrono più spesso di dolore cronico, ma questo è un servizio rivolto anche e soprattutto alle persone giovani o in età lavorativa e alle persone che hanno dolore mentre praticano sport in modo da trovare soluzioni permanenti che garantiscano di effettuare l’attività sportiva non solo senza dolore ma anche senza peggiorare “la salute2 del proprio corpo. La terapia serve non tanto a non sentire più il dolore, ma ad avere una buona qualità di vita».